Artemide


ARTEMIDE ALLA XXI ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLA TRIENNALE DI MILANO

Milano, Aprile 2016 – Numerosi sono i progetti di luce Artemide protagonisti nelle mostre allestite alla XXI Triennale di Milano, dal concept Design after Design. Mostre che raccontano il design italiano toccando questioni che vanno dalla progettualità femminile, all’architettura degli interni, dalla relazione tra la città e il design, ai temi legati all’impatto della globalizzazione.

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La nona edizione del Triennale Design Museum celebra il design al femminile nella mostra “W. Women in Italian design”, con il progetto di allestimento firmato da Margherita Palli.

In mostra, lungo un percorso espositivo dalla grande forza emotiva, opere che esprimono la creatività al femminile, realizzate da donne che hanno contribuito a costruire e ad affermare nel mondo la storia del design Made in Italy.

Tra gli interpreti della mostra Carlotta de Bevilacqua, architetto, designer e imprenditrice con i progetti di luce Sui, Yang e Empatia disegnate per Artemide, di cui l’architetto è anche vice presidente. Queste luci testimoniano il percorso di ricerca tecnologica e d’innovazione verso una progettazione intelligente e consapevole che anima ogni luce firmata da Carlotta de Bevilacqua.

La lampada Sui rappresenta il primo progetto di Artemide che esplorava, già nel 2000, il nuovo territorio dei led. Una luce progettata per essere manipolabile e adattabile a ogni esigenza d’illuminazione puntuale.
Con Yang si esplora il tema della ricerca del benessere attraverso la luce, una lampada trasparente che consente di toccare la luce e creare l’atmosfera luminosa più vicina al proprio stato d’animo attraverso un modo “umano” di vivere la luce.
Innovazione e ricerca, ma anche riscoperta di antichi saperi, si esprimono nella lampada Empatia, perfetto connubio tra la più avanzata tecnologia LED e la grande tradizione artigianale del vetro soffiato veneziano. Un incrocio unico di valori e saperi, di umanesimo e scienza, per un approccio alla luce umana e responsabile, perfetta espressione del progetto sostenibile.

Aspetti questi che contraddistinguono le luci progettate da Carlotta de Bevilacqua. “Ho sempre considerato nella mia vita professionale e di donna – così afferma lei stessa – il dovere di pormi come obiettivo quello di tentare di introdurre nel mondo qualità migliori e alternative a quelle esistenti. Con ottimismo e a volte disordine, ho provato, sia come architetto e designer, attraverso il progetto degli spazi e della luce, sia come imprenditrice, attraverso visione e innovazione, a educare il presente e contribuire al futuro”.

W. Women in Italian Design – dal 2 aprile 2016 al 9 febbraio 2017

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triennale-3“Yang” Carlotta de Bevilacqua

triennale_Blog_2“Empatia” Carlotta de Bevilacqua e Paola di Arianello

triennale_3“Genesy” Zaha Hadid

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Altro intervento Artemide è nella mostra “Stanze. Altre filosofie dell’abitare”, un percorso espositivo, sempre all’interno della XXI Esposizione Internazionale, che propone una sequenza di undici ambienti progettati da undici diversi autori che mettono in scena il proprio pensiero e filosofia dell’abitare. Ai progetti d’interni è stato scelto di affiancare libri significativi, creando uno stretto dialogo tra progetti e idee.

Le luci di Artemide sono presenti nella stanza “Risonanze” progettata da Andrea Anastasio e nella stanza “In Prospettiva” di Elisabetta Terragni.

Il progetto di Anastasio “intende dare forma a un insieme di polarità che sono state individuate nella riflessione sullo spazio domestico”. Gli elementi essenziali allo svolgimento della vita quotidiana sono stati disposti nella stanza in modo da poter tracciare due assi.
L’apparecchio Spike, progettato da Artemide, fornisce una luce indiretta sugli elementi di divisione dello spazio creando un’illuminazione uniforme e leggera dell’ambiente. E’ affidato a Everything il compito di creare una luce d’accento che mette in evidenza elementi significativi all’interno dell’ambiente. L’arredo della stanza si completa con il tappeto Crossbreed disegnato da Andrea Anastasio per Danese.

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Andrea Anastasio/Stanze. Altre filosofie dell’abitare/XXI Triennale International Exhibition/ PH Andrea Martiradonna.

 

Nel progettare il suo spazio Elisabetta Terragni parte dal concetto “togliere invece che aggiungere un atteggiamento necessario per mettere in luce l’essenziale”. Artemide si inserisce nel progetto con Uglare 19, un sistema di illuminazione dalle elevate performance con una minima incidenza, in termini di volumi fisici e percettivi, utilizzata per creare nella stanza dell’Architetto Terragni un grande lucernario capace di modulare differenti luminosità in relazione agli spazi.

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Elisabetta Terragni/Stanze. Altre filosofie dell’abitare/XXI Triennale International Exhibition/PH Andrea Martiradonna

Davanti alla soglia di tutte le undici Stanze sono collocate le lampade Teti disegnate da Vico Magistretti.

Stanze. Altre filosofie dell’abitare – dal 2 aprile al 12 settembre 2016

ArchandArt

La luce di Artemide anche nel progetto Arch and Art, realizzato da Domus e allestito all’interno dei Giardini della Triennale. Un progetto che vuole testimoniare il legame che unisce un’opera architettonica e un’opera d’arte: cinque padiglioni progettati da cinque architetti e altrettanti artisti. Tra questi maestri anche Michele De Lucchi con Enzo Cucchi.

Il padiglione di Michele De Lucchi è “un camino alto nove metri, una torre del vento, una inusuale ciminiera costruita per ospitare quattro terrecotte di Enzo Cucchi. È di forma conica nella parte inferiore e cilindrica in quella superiore. Le opere di Enzo Cucchi appaiono sospese e attraggono per la straordinaria forza che sprigionano. Sono illuminate dall’alto con proiettori Tycho di Artemide sospesi all’anello strutturale e durante il giorno dalla luce solare filtrata dall’oblò nella sommità della cupola”.
Tycho è uno spot estremamente tecnologico dall’estetica pulita e morbida, firmato da Michele De Lucchi e presentato tra le novità Artemide 2016.

Arch and Art – dal 2 aprile al 12 settembre 2016

Noosphere

Le luci Mendori e Minomushi, disegnate da Issey Miyake per Artemide, e realizzate in una fibra rigenerata che deriva dalle bottiglie di PET, sono esposte nel padiglione Noosphere XX1, progettato da Italo Rota, nel Giardino della Triennale. Nato dalla collaborazione di tre accademie Tsinghua University, Domus Academy e NABA, Noosphere XX1, esplora nuovi scenari, tra passato, presente e futuro,  definendo nuove forme educative nel mondo del design. Questo progetto si sviluppa in tre installazioni principali: “The Big Waste”, “Biological Science” e una struttura di alberi di Bambù.

Noosphere XX1. A mobile and evolving school– dal 2 aprile al 12 settembre 2016

 

EGGBOARD E STABLIGHT VINCONO IL RED DOT AWARD 2016
Artemide e Danese Milano alla Milano Design Week 2016