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Secondo Augustin Berque la nostra civiltà sarebbe
spiccatamente paesaggistica potendo disporre
di una terminologia, di una letteratura, di una
rappresentazione visiva e di un?attitudine a inter-
venire concretamente sul paesaggio. La nozione di
paesaggio è dunque una nozione culturale e anche
per questo in continua evoluzione: i paesaggisti
francesi chiamano
mouvance
il movimento evolutivo
del paesaggio e negli ultimi decenni sono cambia-
te più volte le valutazioni estetiche sul paesaggio.
Pensiamo, ad esempio, come un tempo il deserto
fosse ritenuto un luogo terrificante e non la meta
attualmente tanto vagheggiata. Sino all?Ottocento
le Alpi erano considerate inguardabili, ma poi con
la pittura romantica il paesaggio alpino è diventato
oggetto di apprezzamento estetico: di fatto, non
troviamo nessun dipinto di paesaggio alpino prima
del Romanticismo.
Come si vede, è dalle attività di rappresentazione
che si sviluppa l?apprezzamento estetico che ha por-
tato all?attuale ?pluralismo? paesaggistico con l?in-
gresso anche di paesaggi un tempo ritenuti poveri
o desolati. Come ogni scienza cerca di comprendere
un particolare frammento di realtà (la realtà fisica
o quella economica o quella sociale, ecc.), ugual-
mente i manufatti e i sottosistemi che operano
le trasformazioni fisiche sono espressioni degli
ambiti di ?scienze? separate, ciascuna attenta
a produrre e a rendere razionale il suo frammento
di realtà. Il sistema della mobilità, l?organizzazione
delle reti di distribuzione dell?energia, l?organizzazio-
ne delle aree produttive, lo smaltimento dei rifiuti,
i sistemi che organizzano il microambiente lavorativo,
ecc. Il problema però è che noi sentiamo anche di
vivere in un mondo unico, non in tanti mondi diver-
si, uno per ognuna delle scienze che abbiamo costru-
ito, e questa vista d?insieme, questo mondo unificato
dallo sguardo, possiamo chiamarlo paesaggio.
According to Augustin Berque ours is a markedly
?landscape civilization,? disposing as it does of a
terminology, a literature, a visual representation and
a bent for intervening concretely in the landscape.
Thus the notion of landscape is a cultural one and
for this reason in continual evolution: French land-
scape architects use the term
mouvance
for the shifts
in our perception of the landscape, and in recent
decades judgments of the aesthetic value of the
landscape have changed many times. If suffices to
think, for example, how the desert was once regard-
ed as a terrifying place and not the much sought-
after destination it has now become. Until the 19th
century the Alps were considered too dreadful even
to look at, but then with Romantic painting Alpine
scenery became an object of aesthetic appreciation:
in fact, we do not find any painting of the Alpine
landscape prior to Romanticism.
It is clear that it is the activity of representation
which has developed a new aesthetic appreciation,
leading in turn to the present ?pluralism? of the
landscape, with the inclusion of scenery that was
once dismissed as barren or desolate. Just as each
science seeks to comprehend a particular aspect
of reality (the physical or the economic or the social
one), the products and the subsystems that bring
about physical transformations are equally expres-
sions of separate areas of ?science,? each con-
cerned with producing its own piece of reality
and rendering it rational. The transport system,
the setting up of networks for the distribution of
energy, the disposal of waste, the systems that man-
age the working micro-environment, etc. The prob-
lem, however, is that we also feel that we are living
in a single world, not in many different worlds,
one for each of the sciences that we have created,
and this overall view, this world unified by the gaze,
is what we can call landscape.
Paesaggio ?Secondo Augustin Berque la nostra civiltà ...?
Landscape ?According to Augustin Berque ours is ...?
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