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Bruno Munari nasce a Milano nel 1907, inizia giovanissimo l'attività artistica nell'area culturale del Futurismo: nel 1927 espone per la prima volta nella mostra collettiva "33 pittori futuristi" alla Galleria Pesaro di Milano. Contemporaneamente svolge un'eclettica attività di art director, pubblicitario, illustratore. 
Nel 1930 realizza la "Macchina aerea", da cui derivano le "Macchine inutili", con cui anticipa il suo interesse per la distruzione dell'opera d'arte tradizionale. 
Si distacca progressivamente dall'influenza del Futurismo e più in generale delle avanguardie storiche, da lui prese a pretesto per lo sviluppo di uno stile personalissimo e originale. 
Nel dopoguerra inizia l'attività progettuale disegnando prodotti, allestimenti e soprattutto giochi per bambini per i quali è conosciuto dal grande pubblico. La sua intera attività è caratterizzata da una finalità pedagogica, dovuta al suo appassionato interesse verso lo sviluppo della creatività infantile attraverso il gioco. Sempre teso a cogliere e ricercare le più diverse occasioni per una comunicazione allargata e non elitaria, progetta, illustra e realizza moltissimi libri. 
Nel 1962 coordina per l'Olivetti la prima grande mostra di Arte Cinetica; in quest'ultimo filone Munari crea numerose opere, concepite come lavori singoli o come punto di partenza per la realizzazione di "multipli" riproducibili in serie. 
Attratto dalla semplicità della cultura materiale dell'Oriente, compie molti viaggi, soprattutto in Giappone; l'influenza dello spirito "Zen" e più in generale l'attenzione quasi filosofica verso l'estrema sinteticità dell'oggetto, si ritrova in molta della sua produzione di designer. 
Negli ultimi anni si concentra sempre di più sul problema dell'educazione visiva e artistica, organizzando e partecipando attivamente a corsi, seminari e animazioni dirette ai bambini, insegnanti e adulti, svolti in collaborazione con scuole e musei. 
Al suo lavoro sono state dedicate numerose mostre nelle gallerie e nei principali musei d'arte contemporanea di tutto il mondo. Tra le più complete rassegne della sua attività, la personale del 1979 al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, la personale itinerante organizzata dal Museo Fondacion Soto di Ciudad Bolivar (che si tiene nel 1984 in sette città del Venezuela), e la grande retrospettiva, da lui stesso allestita, al Palazzo Reale di Milano nel 1986.

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